Il tacito dove volevo
Passano le pagine fino ad un punto
come l'oro all'orizzonte
che dispensa la notte
nel suo modo di pensare il giorno
che il tempo scrive.
Due occhi neri a continuare la passeggiata
sono un attimo a disegnarmi
negli angoli di una voce in gola
il tacito dove volevo.
Come sui pattini si sta fermi fulmineamente.
In ogni accorgersi dubito.
Anzi mi credo tra il fremito delle dita.
Abbocca dalle labbra
e qui mi fa pensare
un dito umido saliva.
Chiedo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
