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Uomini 14 novembre 2010 · lettura 1 min · 4085 letture

Il soldato di Auschwitz

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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All’occaso il demonio avvolge esacerbando l’addebito mentre l’attore non regista sottomesso all’altrui spocchia abbassa la vile scure a spezzare l’ultimo tremito Il lercio floema degli atti compiuti volteggia attorno al glabro cranio con pagine lordate dalla cieca ubbidienza che narrano di mozzati semitici, d’infanzia violata, di verginità offese e di negate sussistenze. All’occaso il demonio avvolge esulcerando il male di vivere con la tenebra priva di quiescenza che logora le imbelli membra mentre l’afrore alitato dal versiero sbaratta la certezza obnubilando inani difese. L’ignominia non obliata è lurida sargia agucchiata all’ariana pelle abulico adombrare d’umanità e pietade All’occaso il demonio avvolge, frangendo il respiro, l’assillo d’imploranti perle incastonate in aride lacrime che esortano a pagare il fio in insonni tenebre Lui, pavido complice del vile burattinaio, recide fili tesi provocando il rovinare al suolo d’ immaturi frutti coonestando il sordido fare con la cieca ubbidienza
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Giustificare un delitto con la cieca ubbidienza è come lasciare morire un affamato per evitargli il rischio di un’indigestione. L’immagine allegata è opera della pittrice Annamaria Calvi, della quale vi invito ad ammirarne la produzione sul suo sito, reperibile digitando su google Annamaria Calvi Annarte

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (5)

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Rita Stanzione14 novembre 2010

Profonda ammirazione sia per il testo che per l'immagine scelta e l'accompagnamento musicale, il tutto mi delizia... complimenti al Poeta!

Barbara Golini14 novembre 2010

colpita dalla capacità di esprime con un linguaggio ricercato e di gran stile una tragedia che assalì l'umanità interna e, dico ora qualcosa che forse non piacerà a molto, il popolo tedesco che macchiandosi di tale crimine ha reso TUTTI i tedeschi, anche coloro che dello stesso male han sofferto, colpevoli agli occhi del mondo e così come un italiano è per antonomasia sempre mafioso, un tedesco è sempre nazista... al di là di questo, la tua poesia è da me molto sentita (se non altro per la mia lontana parte ebraica e per la mia umana mente). Oltre al pensiero credo sia doveroso sottolineare la bellezza della forma poetica qui espressa.

Luigi Arcopinto14 novembre 2010

Un'intensa poesia etremamente raffinata, nonché ben congeniata, per trattare di avvenimenti orribili... Lirica apprezzatissima, complimenti...

Annamaria Barone18 novembre 2010

Giustificare ogni azione, anche la più vile, anche la più riprovevole con la scusa della cieca obbedienza è un offesa all'umana intelligenza. Un rinnegare il nostro libero arbitrio, un ceracare scuse quando scuse non ci sono. Siamo sempre responsabili delle nostre scelte e delle nostre azioni, le migliori, le peggiori. La frase"Non avevo altra scelta" è sinonimo della più miserevole viltà, c'è sempre un'altra scelta, a volte più di una... bellissima poesia che è spunto di dolorosa e profonda riflessione, a partire da un evento il cui solo pensiero fa rabbrividire: la malvagia follia dell'uomo- bestia

Duilio Martino27 gennaio 2012

Lirica molto bella... riproposta dal Poeta che si distingue per il suo linguaggio ricercato e toni inusuali... Costruisce abilmente la "scena" e conferisce al narrato una "teatralità che ben si addice al contenuto della sua poesia...(sembra quasi una riproduzione... invece è tutto vero). Le scene sono crude... e quasi si allontanano da una concezione attuale per collocarsi in un contesto quasi medioevale... crudo... sanguinoso... e distante dal nostro tempo... quasi a voler allontanare e collocare lontano dalla coscienza l'orrore degli "atti" compiuti! Abilità indiscutibile. Grande l'autore!