Novembre nelle pieghe dei giorni
Sapevo che c'era
nascosto nell'incolto
o tra le macerie
La metà di un sogno
Scavai tra le pietre
con le mie mani
e nel conficcarsi le spine
io piansi
Cercai nel vago profumo di un fiore
che mai fiorì la sua primavera
o nel vento che alzava le gonne
Fino a cercare nel cielo
un colore di calda luce
che mi rese fratello
Mi lasciai svuotare le tasche
e ogni mattone
e al sangue, alla carne
non riservai il posto d'onore
Sapevo solo che c'era
nell'anima mia
quel bisogno a tracciarmi la via
Nei vestiti indossati
il colore "dell'ormai"
nel precoce sbiadire di un fiore
che mai trovò la sua terra
e si destinava all'oblio
E nelle pieghe più amare
maturò la mia spiga di grano
a salvarmi
nel nutrire di me l'uomo
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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