Mare
Mi sovvien
il caldo mattutino
d'agosto con le ceneri
che ti sei portato via...
Mi sovvien
l'alba spumosa
che al trepidar delle stagioni
colore non muta.
Dalle luci spente di
questa casa
mi sovvien
l'onda delle maree
al seguitar di
languide passioni...
che l'onda
trascina con sé
al mutar
del fondale argentato.
Luce che mi sovvieni
per gli occhi
rammenta al cuor mio
dov'è l'eterno
poiché egli
dell'amore del cielo
e del profumo
della pioggia
non ha conoscenza.
Sussurra con aspre
parole che Amore
non esiste
senza core ferito.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Pi Greco19 novembre 2010
Ha belle immagini ed è scritta piuttosto bene. Peccato per le vocali troncate ("sovvien", "trepidar", "mutar", ecc.) che appesantiscono notevolmente lo stile.
