Non credevo
Omero Sala
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Non credevo che la nebbia ancora
potesse arrivare fino qui,
fra i parcheggi di via Cefalonia
e fra le siepi di questi miseri giardini
ritagliati fra i solidi palazzi goffi
degli anni settanta.
Ed invece
si è presentata a sorpresa,
stasera,
arrivando dai fossi prosciugati
della campagna abbandonata
e dagli spiazzi asfaltati
degli stabilimenti di periferia.
Si è presentata in silenzio
ed è lì che non sa cosa fare.
Resisterà tutta la notte,
forse,
lasciando galleggiare i tetti
e scivolando fra muri e balconi,
umida e triste.
Si impiglierà nei rami neri
degli alberi del parco
e si fermerà sul vialetto di cemento
ad imbozzolare i lampioni.
Se ne starà sospesa a intorpidire l'aria,
a cancellare i profili,
ad attutire e soffocare i rumori,
a sommergere il mondo,
a sospendere il tempo,
a inanimare questa notte di novembre.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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alessio carlini20 novembre 2010
la nebbia come stato d'animo che impregna le senzazioni e la mente... un lettura molto gradita e sentita... lirica piaciuta

