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Introspezione 21 novembre 2010 · lettura 1 min · 3654 letture

Se te ne andassi

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Se te ne andassi... un autunno sfiorito mi condurrebbe alla requie mentre l’iemale brezza agiterebbe le fronde provocando il precipitare al suolo d’ immaturi frutti. L’enervato mio spirito bambino sfiorirebbe disegnando mestizia sulle logore volte e l’ambascia dominerebbe il mio respiro esacerbando il battito della pertugiata durame. Se te ne andassi... sotto un’incessante pioggia inani difese disegnerebbero ali di cartone su braccia tese a tracciare una croce. Volgerei l’altero volto verso il cielo affinché il salino degli occhi si confondesse con l’acquerugiola mentre un’ascendere di gravi pensieri oscurerebbe luna e stelle negandomi l’azimut. Se te ne andassi... sarei un compositore privato dell’udito condannato a disegnare spartiti per orchestrali ciechi. L’iconografia delle mie futili gesta arderebbe in un campo di girasoli adunchi nell’attesa del sole che non torna. L’anima disgiunta dal sogno grevemente rovinerebbe nell’oblio. Se te ne andassi...
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Nulla in questa vita oltre alla morte è eterno o certo. Come a un addio può seguire, seppur a distanza di tempo un ritrovarsi. Anche un abbandono è assoggettato alla regola dell’incertezza, quindi può non essere per sempre. Dobbiamo comunque tenere conto che tale legge va applicata anche all’accoglienza che non può essere certezza. L’immagine allegata è di Saturno Butto.

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (2)

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Barbara Golini22 novembre 2010

l'abbandono come la morte sono due dolori forti, che prendono allo stomaco dei due la seconda come ben dici è senza ritorno. Mi piace molto questa poesia e il modo ricercato con cui alterni vocaboli d'elevata stesura a vocaboli di comune utilizzo.

Annamaria Barone24 novembre 2010

Notte infinita, pioggia incessante, inverno senza fine... ci sono abbandoni che sono strappi dell'anima, che sono vuoto che risucchia ogni energia, che sono buco nero dove veleggeremmo ciechi e senza voce... il cielo si rovescerebbe e cadrebbero tutte le stelle... se... a volte il solo contemplare una possibilità di questo genere ci fa tremare i polsi ed insieme ci da la misura del valore di una persona, di un sentimento condiviso, di una vita invece piena di luce, di gioia, di amore... è una poesia intima, quasi un racconto a fil di voce, pervasa di dolce malinconia ma anche, permettimi, della speranza che questo non accada mai...