Speranze
Silenziosamente avvicini
la mano spoglia
alle fiamme
aperte del paradiso,
barricata in un deserto
di schiavitù
non sei più
venuta al mondo.
Sola come una foglia
uccisa dalla madre terra
al suon di tuono
spauriti gli stormi
al cantar dell'usignolo
si unirono i cieli
nel cuore
della notte,
nel freddo infernale...
laddove con la spuma di
stelle vidi te
risorgere
in un deserto
di speranze.
Sconfinati giorni
di amara pietà
passasti nella rime
del deserto,
le dune serpeggianti
riflesse
nel tuo volto
ravvivano il calore
del sole.
Rimembrano speranza
di lieto amor
che il sole sconfina
nell'avido cielo.
©
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