Industrializzare la poesia

Avvizzire in banale batracomiomachia
nel calafatare una catacomba
con sussiego cattedratico
verso un inutile ciambellano
deflorato in tenera età.
Degenerare nel delirio
affrontando dioscuri
parenti di Castore
disidratati dal tempo,
per poi emigrare
in ipertrofica licantropia
andati lungi meditando.
Mentre il normografo incide caratteri
da novilunio oleografico
un omosessuale tipico onanista,
rattoppa i suoi amori
con gesti convulsi sonnanbulici
In questo marasma
prende il sopravvento
la mia proverbiale verecondia
neurovegetativa
ed ogni neutrone
rifluisce nel testicolo
natio armonizzando con
aritmico candore nella
joint venture sopravvenuta
©
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