Nove ottobre
Omero Sala
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Nove ottobre, ore venti e quaranta.
Facciamo finta per gioco
di essere in luglio o in agosto
e che siano le quindici e trenta
di una giornata di sole
e non una notte piovosa di ottobre
con l'acqua che scroscia sui tetti
da nuvole gonfie,
da ore.
Mettiamo che io sia a spasso
per le strade del centro,
sul corso
affollato per i saldi d'estate.
Facciamo che in mezzo alla folla
da lontano io ti veda arrivare.
...
Ecco.
Ti vedo e mi vedi,
sorridi,
sorridi e cammini,
ti guardo,
mi guardi e sorridi,
avanzi con passo leggero
in un vestito leggero,
scompari e riappari
in mezzo alle spalle di chi mi precede,
sparisci e ti mostri
in mezzo alle facce di chi ti precede.
Cammini e sorridi,
mi vedi, ti vedo, sorridi,
in un continuo ondeggiare,
ci sei, non ci sei,
ti vedo, sorridi, sorrido,
alzo la mano, saluto,
riappari, scompari.
...
Non è giorno e non siamo in agosto:
è una notte piovosa di ottobre
con l'acqua che scroscia sui tetti
da nuvole gonfie,
da ore.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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alessio carlini25 novembre 2010
bellissime immagini tra questi versi in un susseguirsi di movimenti e di vita... piaciutissima

