Viaggio I (deglutimento

Rapida la signora in giacca d'evenienza
afferra il cafè con avidità signorile,
gesticola un consenso da party,
e non ti guarda più negli occhi,
quella notte,
le acerbe nuvole
(erano reali)
fimano dietro quell'eclisse
un capolavoro,
lasciandomi insoddisfatto,
e vagabondo,
la strada m'inghiotte
nel suo esofago di sopravvivenza,
ed io,
magnate dall'esperienza,
continuo a masticare
-L'insoddisfazione è dell'uomo,
come le ore sono del dimenticare
Escremento umano,
mi rialzo in una toilet di seconda mano,
rappezzata alla bisogna,
(l'aria era resa dalla consapevolezza pestilenziale)
ci scorgo salmi di rossetto
rischiati sullo specchio,
e parabole odierne
inchiostrate dalla paura sulla soglia,
dallo sgomento che abbiamo di vivere,
quello che lascia senza più voglia
Mi vomitai di nuovo
-Quella sera-
cercai un cielo che da nessuno fosse
mai stato immaginato,
(incredibile utopia)
cercai un'angolo vergine,
puro,
dove il sognare così forte
con cui sono nato,
mi
sia in qualche modo,
(non chiedo che sollievo)
alleviato
-L'insoddisfazione è dell'uomo,
come la Luna appartiene
alla giacca d'occasione,
(un po' barocca)
della sera
©
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
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