Onirica d'Amore
Se dopo l'indaco
il cielo si fa nero
come di zaffiri incupiti
e sulle ciglia si posano le stelle
che in tramestio s'apprestano
a dare luce al manto
...è lì
che le distanze
diventano di vetro
ed io ti sento a fianco
fin dentro al sonno più profondo
Siamo naviganti
di questo oceano infinito
e nella quiete della Luna
si mischiano le vertebre
"di blu e d'arancio è fondersi"
Privati dalle angosce superiamo la barriera
che di radici aspre ci accomuna
e con le mani strette
in nodi e trecce morbide
tratteniamo tra le ali il sogno
in modo che resista fino a quando
d'un lieve rosa si mescoli la notte
e appaia l'alba
sui filari delle viti
a dare il velo del risveglio
"in accordi di canti d'usignoli"
Gli occhi
i tuoi... i miei
ancora caldi
in mescolanze liquide
oggi non vogliono
che signor Sole si stiracchi
Si dilungano immagini di abbracci
...e lente dissolvenze...
.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!