Infelicità

Non odo più sussurri
di giocosi risvegli
sulle sue labbra
di dolcezze e mieli,
ne di corvino crine
le carezze sfiorar
il volto colgo,
e di occhi suoi perduti
son gli sguardi
ove fino al mio cor
scendeano ardenti,
perso è il passato
e domina il presente
un pianto per colei
che il vil destino
rubò dal sogno
d'un amore eterno,
albeggia il mondo
di speranze nuove
mentre il futuro mio
non muove attese,
che nel languor consuma
ormai la vita.
©
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
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