L'attimo sente s'arresta l'impregna.
Adagio d'un sapore antico.
Una canzone e un cerchio del pensiero.
Una luna e il suo grido.
La luce impigliata in un lampione d'alba.
Un tavolo senza mezzogiorno alla porta.
La soglia conduce per mano
in un quadro di natura morta d'autore
che incanta i miei occhi alle sbarre.
Frutta da offrirti sulle mie palme.
Nel boccale rovesciato dubito contro il muro
senza aspettarti col solito piede.
Il cuore lascia la maschera.
E l'attimo sente s'arresta l'impregna.
Che tu ci sia o no
avrai sete.
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Commenti (2)
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L
Lozio2 agosto 2006
Forse non ci ho capito niente. Ma letta così d’un fiato senza pause senza soste come se non ci fosse abbastanza tempo e tutto stesse andando veloce troppo veloce precipatando giù dirittodirittodirittoversolafine... Ecco letta così ha un ritmo incalzante, le parole le senti ”suonare”.
T
Totto2 agosto 2006
fresca e di una maturità sentimentale assoluta..