Cuorcontento
Cuorcontento porta il suo sorriso
con leggero ed ingenuo disincanto.
Pare quasi disegnato sopra il viso,
acquerello rosa che non conosce pianto.
Passa per il paese canticchiando,
sorridon cielo, alberi e animali.
Madre natura gode rimirando
quell'essere speciale tra gli uguali.
Troppa felicità desta sospetti
in questo mondo cinico e ladrone.
-Ecco, c'è Cuorcontento, il cretinetti,
quello che ride sempre, che buffone-
Si creano intorno a lui strane leggende.
-Sorride perché è matto, il poverino-
Lui tira in su le spalle e non si offende
incurante dello sparlar meschino.
Un giorno quattro idioti inveleniti
aspettano il ragazzo e a tradimento,
lo bloccano e gli ignobili banditi
bastonano alla morte Cuorcontento.
Forte è il dolore quasi da svenire
ma il suo sorriso non si smorza affatto.
-Cos'hai da ridere, ce lo devi dire!
La gente dice il vero, tu sei matto-
Come un leggero soffio dalla bocca
esce la flebil voce del ragazzo.
-Il dono che io ho a tutti non tocca.-
_Dicci che dono è stupido pazzo-
-Amo la vita che mi fu donata,
e cerco il lato bello in ogni cosa,
ad ogni inizio e fine di giornata
anche in quella più cupa e dolorosa.-
Mutan dei giovinastri allor gli sguardi
sorpresi da quella bontà infinita.
-Muori ucciso da noi, quattro bastardi,
e ridi anche alla tua dipartita.-
-Rido perché non sto morendo invano,
vedo sui vostri visi il turbamento.
Ha da morire ogni essere umano
ma in voi ho seminato un sentimento.-
Furono le sue ultime parole.
Morì il suo corpo, non il suo sorriso,
in quel punto vi nacque un girasole,
bello e ridente fior di Paradiso.
©
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