Leone
Luigi Di Landro
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Torno in pace nei miei silenzi.
Ed abbandono l'abito grigio
(quell'abito grigio lassù riposto...)
a questa nuova paura tinta
di miele
e dolci tempeste.
Ripeto assetato i miei sorrisi:
spenti...
...per apparir meno confuso...
...e più spaventato che nervoso.
Più tenera la notte tesa
e accesa;
e più d'un dono soave
si allunga tra la bella tua schiena
(quella tua, ch'ancor mi fingo).
Fiera l'allegra criniera.
Mio? Mai quel corpo tuo puro,
sempre se sera non torni ancora
(ti ho visto, sai, quella sera...)
là dove il sole dormiva appena
e nel golfo...
...calava violetta la vela!
Da qui
in poi
mi vergogno di esser
sincera:
sincera tela
dipinta con pochi colori decisi,
ma che solo a me e a me solo
appartengono.
Lo sto per scrivere:
l'amor non esiste!
ma seguirò nei tuoi occhi la via
che per me,
in me,
mi son posto
da tempo.
Lo sto per scrivere:
l'amor non esiste!
Solo quel me
ch'in me,
per te,
da te,
io non vedo.
Se solo questo
mi rimane
da sapere,
ch'oltre me tu esisti,
ma nulla hai da sperare,
mi basta sapere che adesso,
vedendo il tuo volto,
capisco
che tela magnifica
ho saputo disegnare!
©
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L'autore
Luigi Di Landro
Mi chiamo Luigi Di Landro e sono nato a Roma, il 26 settembre 1986. Sono stato da sempre catturato dal fascino del calore e della complessa realtà del sud Italia, di cui la mia famiglia è originaria, e dall'importante peso dell'Ordnung della potenza germanica, da non confondere con la fanaticheria, di cui sono un e
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