Datemi una Nuova Droga
Di Droga, di più Droga in questo mondo
C'è bisogno, che allarghi d'una spanna
Il breve sogno e d'un'oncia lo faccia
Più giocondo, con Droga che mi piaccia
D'un buco tondo far squisita manna
Là dove meno sconcia sia la vita.
Fa' che in sostanze inesperite io goda:
O Uomo di Polvere, son le mie mani
Rattrappite quell'ombra di sfuggente
Lanugine che osservi da lontano,
Nella tua dissolvenza resinosa,
E c'è qui solo un pio fallimentare
Sorriso di salsedine che alberga
Tra i trucioli dei denti traballanti.
Di sogni e di realtà, d'azione e d'ozio,
D'inedia e di pensiero, di dolore
E voluttà e stelle filanti e morti
Piene e vite a metà, ne sperdo al vento
I filamenti – cenere che ingobbia
Misteri d'ovvietà. Droga, più Droga
Qui ci vuole, per sorgere dai mari
Dove l'umano inconscio, nel negato
Assente dell'ideologia sociale,
Lecca la piaga che più duole e svolge
Se stesso in un piacere terminale.
Di Droga, di più Droga in questo mondo
C'è bisogno, che allarghi d'una spanna
Il triste sogno e d'un grammo lo renda
Più giocondo, che in Polvere si spenda
L'orgasmo più profondo, dentro manna
Di spaccio ove non nati già affogammo.
Fa' che dove d'orgasmo nero un'ala
Bianca si libra e si sfoga là io voli:
Gabbiano di sfrenata libertà,
Da altezze inconcepibili tu miri
Verso il più basso fondo per pescare
Pesci di liquorosa voluttà.
Giallo limone di costiera, rido
D'un sorriso verdognolo e sereno,
Sulla riviera gialla del comune,
Di fronte al giallo infido dell'osceno.
Su, ché una bella flebo qui ci vuole,
Flebo di gelatine cementizie
Che a queste nostre cellule ormai vizze
Possa ridar vigore e tono, flebo
Di polveri e cantaridi frizzanti,
Vetro soffiato dentro la ferita
Dal suono di maestà, che sempre aperta
Mai duole e che naufraghe ampolle rende
Noi, da flutti lambiti e acqua deserta,
Sotto i ruggiti di un inconscio sole.
Di Droga, di più Droga in questo mondo
C'è bisogno, che allarghi d'una spanna
Il breve sogno e d'un'oncia lo faccia
Più giocondo, con Droga che mi piaccia
D'un buco tondo far squisita manna
Là dove meno sconcia sia la vita.
Fa' che dal brodo dei miei linfociti
Lessi un plasma di zagare fiorisca,
Come bouchet sintetico alla moda:
Bianca Signora, mostra del tuo volto
Pulviscolare l'espressione amica,
E l'algido pallore stupefatto,
E ogni beltà tua di canapa antica,
Mentre in mezzo alle strade con solare
Sorriso mi dimeno e mi disfreno,
Dell'assoluta e pura Follia preda.
Passione per l'annientamento, sorgi
Al mattino e mai non tramonti, strisci
Di sotto rosse coltri verso borghi
Ove un'alba necrotica d'immenso
Oppiaceo illuminò i miei soliloqui
Creativi. Droga, più Droga ci vuole,
Per navigar sul varicoso mare
All'acqua pazza, sulle caravelle
Formose del Piacere, per saggiare
Sostanze più novelle e le distanze
Più fonde nel naufragio di una dose,
Per viaggiare fin dove arriva un treno
Di fioca luce, che lungo un'intera
Transiberiana di coca conduce
Pupille che più tonde il bianco affoca.
Di Droga, di più Droga in questo mondo
C'è bisogno, che allarghi d'una spanna
Il triste sogno e d'un grammo lo renda
Più giocondo, che in Polvere si spenda
L'orgasmo più profondo, dentro manna
Di spaccio ove non nati già affogammo.
O bramosia del turbine che annega!
O Uomo di Polvere, privato pusher
Del mio segreto cuore, sui sentieri
Della Bianca Signora più segreti
E privati conducimi, conduci
Il mio cervello – come pigna d'ambra
Laccata – sull'arcobaleno alato
Dell'elettrico fosforo, bagnando
Le sinapsi eccitate in un crivello
Tellurico che sia oro di roveto
Ardente e fiamma d'estasi ruggente!
Porta tu questo cuore sul più verde
Capezzolo del mondo, come lampo
Che si dirami in più di centomila
Fibrillazioni, giù per l'infinito
Voraginoso palpebrare! Porta
Tu il distillato nettare del corpo
Mio nel lattiginoso stupefatto,
Dentro un inferno che non sia di fiamme
Ma di Piacere! Fa' che con pasticche
Impensate, in molecole inaudite,
In balsami ove lieviti inattesi
Fermentino tra resine più ricche
E tra amidi glaciali e più ventosi
(Dove quei chimici pietosi, dove,
Che in sostanze più nuove e più iodate,
Inesperite, io goda. Droga, date
Più droga a questo "me" di pozzolane
Franose e sdrucciolevoli, una droga
Nuova al piccolo me, piccolo schiavo
Tra folle ombrose e blé – i piccoli schiavi
Bianchi che rompon le file festose
Per la libera uscita. La mia dose,
Datemi la mia dose, adesso! Droga,
Nuova Droga, ne avrò anch'io pur diritto!
Datemi Droga ancora, ne ho bisogno,
Per allungar d'un'ora il breve sogno.
©
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L'autore
Pan23
Credo nella forza e nel valore dell'Individuo, unico nella sua autodeterminazione. Io sono Colui che è. Un Individuo, non una categoria. Sono Legge e Stato di Me Stesso.
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