Sofferenza

Logoro, stanco, dispnoico
ferito ed esangue
mendico pietà
nel porre fine a tale crudeltà,
arranco tra le sabbie del deserto
o tra i ghiacci del polo,
sotto aurore boreali
e notti di luna piena,
davanti a me irragiungibile
l'orizzonte
oltre cui non v'è più vita
e solo silenzio,
il mare a cui ho dato vita
con lacrime sgorgate dall'anima
e dal sangue di ferite mai rimarginate
mi offre malinconico un'onda,
con l'orecchio teso
al vano suono di una speranza
arranco con lo sguardo
perso nel nulla.
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L'autore
Miky 71
Commenti (1)
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Raggioluminoso4 dicembre 2010
Grande dolore in questi versi, eppure, nonostante tutto, la visone di aurore boreali, la luna e il labile soffio della speranza, donano margini di vita. Molto apprezzata!

