Ti ho confessato
Gesuino Curreli
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Ti ho confessato la fragilità nascosta
del sonno dentro questi giorni miei
sbattuti come canne senza sosta
dal cinico maestrale, se ci sei
tace, però, il sussulto impertinente
che non mi lascia mai né mai si scosta.
E' il perbenismo vuoto che mi costa,
e l'assonanza con quei farisei
ai quali non mi piego, e lascio al tango,
al magnifico tango di una volta,
che mi rifili l'ultima batosta
al momento dell'ultimo casquet.
Oh questa età matura che si sposta
ad annusare vanità fragranti
al suono dei violini di un'orchestra
sotto svolazzi di balze ondeggianti
nei giri ampi, intriganti e demodè.
E tu? Gira con me nel magico
proscenio, davanti al sole bianco
dell'inverno, felpa i tuoi passi
e adagiati al mio fianco con charme
inappuntabile e mai stanco.
Non avrò di te che l'ultimo sospiro
prima che avrai dato l'alito alla sera
e disegnato i monti alla maniera
che li dipinge il vento col respiro.
A chi mi ha dato le ore sue più belle
le ho rese con i miei colori caldi
e da pittore incespico in farfalle
che facciano contrasto agli smeraldi
dei mari amati e immensi di settembre,
o ai cieli tersi che un pennino fende
col vaporoso inchiostro fin laggiù.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Aldo Bilato4 dicembre 2010
la poesia tutta m'è piaciuta molto... ma la penultima strofa è un capolavoro... cià*
O
Orma Detruria5 dicembre 2010
toni caldi per esprimere l'anima che frana sul terreno degli anni ma ancora canta con voce cristallina, è un sentire immenso ed immediatamente percepito dal lettore che inerme cede alle emozioni dinanzi a una poesia così vivace e palpabile.

