Se poi per morire ci basta la Luna
Ma sai che c'importa
se il mondo è peggiore,
se scoppiano i mari
o esplode un rancore?
Ma che ci facciamo
con tanta fortuna
se poi per morire
ci basta... la Luna.
Ci basta un corallo,
un raggio fuggente
perché tutto il resto
sia più deprimente.
Perciò noi insistiamo
e ce ne freghiamo
di quel che c'incanta
e in fondo più amiamo.
Pertanto alle ortiche
l'ebbrezza del mare,
la valle più amena,
il Sole che appare.
E si butti ai rovi
la più scaltra Stella,
la nenia incantata,
la fiaba più bella.
Che colino a picco
paesaggi radiosi,
miracoli autentici,
giorni grandiosi.
Che schiattino i fiori
d'ogni paradiso,
che crepi nel fango
il più dolce sorriso.
E la musica... la musica,
ma quella più amata,
affoghi nei ghetti
di chi l'ha creata.
E voci, fiati,
tamburi, violini,
rinuncino al rantoli
di quattro cretini
fregati dal gelido
gioco stremato
che stritola le anime
di chi l'ha incontrato.
Ma sai che c'importa
se tutto è incolore
purché ci sia vino
e tanto torpore.
Vivremo dei sogni
dipinti dai lumi,
danzanti dell'alcool,
immersi nei fumi.
Oppure godremo
del più raro incanto
dandoci all'ozio
o chissà, al canto!
Ma sai che c'importa
se arriva l'Inverno,
se il cielo è assopito
in un quadro eterno.
©
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Commenti (2)
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B
Benito Ciarlo7 dicembre 2010
Alleluia! Un Poeta! Un ditirambo godibilissimo a mezza via tra Francesco Redi (ci sento "Il Bacco in Toscana") e Cecco Angiolieri (echeggia "S'i' fossi foco"). Tanto per dire, perché la poesia è, invece, originalissima. Complimenti sinceri.
Amara7 dicembre 2010
...non è certo la metrica a fare una poesia né un poeta... ma questa per me lo è... e pur non amando particolarmente le rime... mi piace molto... anche per il contenuto... anche se... non butterei mai... la musica...
