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Poesia 6 dicembre 2010 · lettura 1 min · 1083 letture

Natale è

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Quando eravamo poveri e ignoranti, avevamo comunque la speranza d'un futuro diverso e a tutti i Santi chiedevamo la grazia e l'abbondanza. Quand'eravamo poveri, a Natale si festeggiava con baccalà fritto alla Vigilia, e poi si stava male per l'abbuffata insolita. Sconfitto il mal, Gesù nasceva e, dopo, noi s'aspettava quella vecchierella che portava regali con lo scopo di farci stare buoni, poverella. Quand'eravamo poveri quei doni, spesso castagne e fichi cotti al forno, parevano più belli dei dobloni di cioccolato che vedemmo un giorno. Oggi della Befana non v'è traccia. S'aggira un tipo rosso nelle stanze. Il caminetto è spento e par che taccia Il nuovo desiderio di speranze. Costui, che lascia robe assai costose Al piè del letto dei bambini e pare un ologramma, fa cose mostruose: si scorda dei più poveri ed appare rubizzo, godereccio e spensierato. Direi che questo losco personaggio ci rappresenta bene e ch'è intonato al nostro viver d'oggi un po' selvaggio: Chi si ricorda più che Cristo è nato?
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (2)

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Perlanera6 dicembre 2010

Wow, una Poesia da centodieci e lode! Molto bello il tema, che è un interessante spunto di riflessione e ottima la stesura che rende la lettura piacevole. Com. plimenti!

m
marcello plavier6 dicembre 2010

vedi tu si che sei stato fortunato, a casa mia neppure fichi, ora a noi due forse non hai letto bene ma era la voce e null'altro