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Poesia 9 dicembre 2010 · lettura 4 min · 2248 letture

Les ruines au cœur

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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À travers les rues peuplées d'une foule immense, je me fraie un passage. Le brouhaha me décompose. Les vitrines colorées d'or et de rouge sont combles de bonnes et jolies choses. Noël est aux portes. La fête est dans l'air. Les arbres se plient sous le poids des ornements. Même vêtus ils frissonnent sous la caresse du vent. Et voilà... Inévitablement les souvenirs vifs mais lointains m'assaillent et me capturent. Je revois mon pays d'enfance, quand à Noël, tous les enfants, moi y comprise, nous jouissions à nous faire la guerre. Boules de neige volaient comme affolées, dures comme des munitions vraies. On riait comme des fous et l'on se blessait même. Combien de nostalgie, mon Dieu! Au réveillon, la famille réunie, nous nous mettions à table. Le repas était copieux pour cette soirée spéciale. Nous remerciions le bon Dieu pour la grâce reçue... Nous, les plus petits, nous ne voyions l'heure qu'il sonnât minuit pour voir naître le petit Jésus que l'on couchait tout de suite après dans la crèche. Quelle harmonie exquise, quelle joie de vivre. Et le matin... Oh, le matin... Quelle extase lorsque nous nous réveillions. Les cadeaux étaient auprès de la cheminée qui flamboyait encore. Le père Noël était passé. Combien de charbons remplissaient le fond de mes chaussettes. J'ai presque honte de l'avouer!. Et voilà... de nouveau immergée dans le présent, les ruines au cœur, je retourne chez moi me frayant un passage au milieu de la foule immense que je ne vois même pas. Comme je voudrais me catapulter dans les arrières années, pour fêter encore avec la famille au complet, mes Noëls, qui aujourd'hui ne sont plus les Noëls du temps de ma mémoire. . - - - - - - - - - - - . LE MACERIE NEL CUORE . Attraverso le vie popolate di una folla immensa, mi apro un passaggio. Il brusio mi decompone. Le vetrine colorate di oro e di rosso sono colme di buone e belle cose. Natale è alle porte. La festa è nell'aria. Gli alberi si piegano sotto il peso degli ornamenti. Anche vestiti, rabbrividiscono alla carezza del vento. Ed ecco... Inevitabilmente, i ricordi vivi ma lontani mi assalgono e mi catturano. Rivedo il mio paese d'infanzia quando a Natale, tutti i bambini io compreso, giocavamo a farci la guerra. Palle di neve volavano come impazzite, dure come munizioni vere. Ridevamo come matti e ci ferivamo anche. Quanta nostalgia, mio Dio! Al veglione, la famiglia riunita, ci mettevamo a tavolo. Il pasto era copioso per questa serata speciale. Ringraziavamo il buono Dio per la grazia donatoci... Noi, i più piccoli, non vedevamo l'ora che scoccasse la mezza notte per vedere nascere Gesù Bambino e adagiarlo subito dopo nel presepio. Quanta squisita armonia, quanta gioia di vivere. E la mattina... O, la mattina... Qual'estasia quando ci svegliavamo. I regali erano accanto al camino ancora fumeggiante. Babbo Natale era passato. Quanti carboni riempivano le mie calze. Ho quasi vergogno a dirlo. Ed ecco... Riemersa nel presente, le macerie nel cuore ritorno a casa aprendomi un varco tra la folla immensa che non vedo nemmeno. Quanto vorrei catapultarmi negli anni addietro per festeggiare ancora con la famiglia al completo, i miei Natali, che oggi, non sono più i Natale del tempo della mia memoria.
#Natale
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Malinconia e tanta nostalgia, vento antico, caldo... Memoria d'amore di un'atmosfera che oggi più non mi appartiene.

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Jeannine Gérard
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Commenti (6)

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Raggioluminoso9 dicembre 2010

Molti vivono proprio le stesse emozioni tratteggiate in questi versi. E' la tristezza assale per molteplici motivi che non fanno più avere la stessa gioia nel cuore. Natale, riporta al calore della famiglia, ma con il passare del tempo essa si "impoverisce" di alcune presenze significative. Natale, porta anche al consumismo e al non vivere più la vera essenza di questa festa. Tanti sono gli aspetti per cui il Natale non è più come un tempo, o forse sono solo i nostri occhi di adulti a vedere le cose senza lo stesso stupore. Molto sentita e condivisa.

come ti capisco mi hai donato un sorriso... che tengo nel cuore... sei eccellente abbraccio

Anna Maria Obadon9 dicembre 2010

Le festività acuiscono i ricordi e forte sale la nostalgia. Forse dovremo rassegnarsi all'oggi e a quel poco o tanto che ci può ancora dare ma è molto difficile e quando ci si immerge nella confusione si vorrebbe sprofondare per non sentire la tristezza che sale. Sei una persona splendida e condivido con te le stesse emozioni. Bella la tua poesia, come sempre perché rispecchia un'anima grande.

Ferny Max Curzio9 dicembre 2010

I Natali dell'infanzia... come un film della memoria, che si fa racconto poetico, forse accorato, ma la poesia anche aiuta, trasfigura e sublima le celle dell'anima contemplatrice, per farne assoluto miele. Un altro capolavoro. Ho ripercorso i miei, di Natali, coi ricordi più belli... e tanta nostalgia. Pur sempre una catarsi, ed un appuntamento, perché so che in un altrove, certamente migliore, io rivivrò ogni momento accanto alle persone che ho tanto amato e adesso non ci sono più. Merci Jeannine, une autre fois encore...

mario calzolaro9 dicembre 2010

Una divina poetessa... versi di una delicatezza sublime... teneri, dolci, delicati... avvincenti.

Angelo Ricotta9 dicembre 2010

Nulla è paragonabile ai Natali della memoria. La memoria ricostruisce il passato in funzione del presente. È proprio questa l'origine dei miti e delle leggende.