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Riflessioni 9 dicembre 2010 · lettura 1 min · 1422 letture

Inquietudine

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marcello plavier 198 poesie pubblicate
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Tu prendesti per mano questo uomo senza tempo mi fermasti per  ascoltare la notte odorare il vento, nella via di un dolore  remoto Ogni odore è come un ricordo tu capisti l'anima mia il contorto del budello del destino che mi travolse sbucasti come aria nuova nel mio vivere inquieto questo aspro sentore lo  addolcisti il mio vivere in una terra sventrata da eventi incancellabili è diventato un giardino fiorito dove un ciliegio stupendo non sfiorisce mai dove il tuo  respiro profonde magia di vita dove la tua carne ha preso il sopravvento sulla mia la mia via senza uscita è ora un viale alberato dove il turchino del tuo  guardare mi scorta verso un mare d' amore, mi hai accolto e poi respinto come solo un onda sa fare per poi raccogliermi sulla rena con tenera commozione speranza non so certamente non sono più camera buia le mie parole inghiottite dal tempo sono rinate con te in terra ridente.
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marcello plavier
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Commenti (2)

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neferlabella11 dicembre 2010

E' così bella questa tua, che avvolge l'anima. Sono si, riflessioni del tuo io con te stesso... ma parli a una lei che ti ha dato una vitalità di vivere. Alle volte si scrive senza un perché, non sempre ciò che scriviamo fa parte di noi. Ma di sicuro lo viviamo in quell'attimo, ed è l'attimo che i nostri pensieri prendono il volo. L'amore lo possiamo colorare, lo possiamo ricopiare, possiamo fotografarlo... ma non sarà mai come viverlo... la stranezza sai qual'è? Sembra che in questi versi il protagonista lo viva intensamente dentro di se... Bellissima

Raggioluminoso12 dicembre 2010

Un vivere inquieto denso di emozioni che sugellano un turbinio dell'anima. E' molto "sintomatica" l'idea di quel cigliegio che non conosce stagioni e che rimane sempre nel pieno del suo fulgore. Molti sono i passaggi che incantano il lettore per la grande gioia che in essi traspare. Letta con molta piacevolezza.