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Introspezione 14 dicembre 2010 · lettura 1 min · 1915 letture

Ieri non c'è più

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Lascia stare le parole dove stanno e versati nelle nostre vecchie abitudini di scatenato sangue che vuole danzare ancora con l'affetto di una volta E così la luna saprà mantenerti buona dentro un fiato di calore per averti sempre bella e giacere nell'erba che non conosce pioggia So innamorarmi Lo feci quando cercai nel vuoto una mano che doveva tirarmi via dall'intensità del niente Tutto presi in un solo battito Il cielo mi benedì Ed ora eccoci qua Tu che non ricordi più niente Ed io che continuo a sentire Il suono del tuo corpo e non fatico più ad allontanarmi dal frastuono della tua voce (Ieri non c'è più Oggi è sempre qui)
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (1)

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Raggioluminoso14 dicembre 2010

Poesia molto significativa. In effetti anche gli amori sviliscono perché persi e presi dalla scontatezza, dalla quotidianità e spesso non ci si ricorda più di fermarsi e ascoltare il battito del cuore e il canto dell'anima - tutto è solo e sempre tramutato in arida e frenetica cosra. Lirica che mi è piaciuta moltissimo!