Ieri non c'è più
Giorgio Lavino
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Lascia stare le parole dove stanno
e versati nelle nostre vecchie abitudini
di scatenato sangue che vuole
danzare ancora con l'affetto
di una volta
E così la luna saprà mantenerti
buona dentro un fiato di calore
per averti sempre bella e giacere
nell'erba che non conosce pioggia
So innamorarmi
Lo feci quando cercai
nel vuoto una mano
che doveva tirarmi
via dall'intensità del niente
Tutto presi in un solo battito
Il cielo mi benedì
Ed ora eccoci qua
Tu che non ricordi più niente
Ed io che continuo a sentire
Il suono del tuo corpo
e non fatico più ad allontanarmi
dal frastuono della tua voce
(Ieri non c'è più Oggi è sempre qui)
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Raggioluminoso14 dicembre 2010
Poesia molto significativa. In effetti anche gli amori sviliscono perché persi e presi dalla scontatezza, dalla quotidianità e spesso non ci si ricorda più di fermarsi e ascoltare il battito del cuore e il canto dell'anima - tutto è solo e sempre tramutato in arida e frenetica cosra. Lirica che mi è piaciuta moltissimo!

