E' un ragionar tra sordi?

Ora puoi pure dire che nell'aria
hai ritrovato note dissonanti
stridori fastidiosi
e forse pianti.
Chi si preoccuperà
se brividi di nausea
avranno attraversato i Tuoi precordi?
E puoi rammaricarTi
per la boria dei figli ingrati
che, ignorando, ostentano.
(Scivola come miele nella gola
la fantasia d'averTi ancora accanto
per attimi che volano
senz'esser pienamente percepiti).
Vivere come vivo,
(par che naufraghi)
è un'agitarsi inutile.
Cercarti tra le pieghe
d'un nitore ormai lurido
è un esercizio futile.
Resisto.
Solo.
Senza nessuno più che voglia uccidermi
né altri pronti a far contraddittorio
o, concordando, a dirmi di non cedere.
Tu resti... un Tu lontano,
d'oltrenuvola,
e taci come sempre, per lo sdegno.
O, forse sono io che non ti sento
inebetito, come son, dall'impeto
di spiegarmi un presente
così simile all'attimo in cui Adamo
colse Caino intento ad ordir trappole.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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