Come un pagliaccio

E' nitore che manca al mattino
e ch' adombra ogn' alba rosato
leva giorno e non squarcia alcun velo
che conceda mirar oltre fronte.
Dove ciel sposa grigio di mare
scendon fitte le brume notturne
ancor pungola tempo infingardo
in quest'algida coltre d'insonne.
Non v'è tregua dannati alle fiamme
solo aculei mordenti le carni
s'alza l'eco d'un urlo costretto
ode solo s'avvede sconquasso.
Lemme lemme va' il tempo bastardo
trascinando con se' quell'osare
fiero eroe quand' ancor destreggiava
a brandir grande spada ardimento
Depredato d'ogni fiera armatura
ricoperto lieti cenci pagliaccio
torna ancor sulle scene a celiare
a ch' importa se in cor egli spezza.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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