Luna d'agosto
Elena Poldan
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Tra dimenticate pieghe d'agosto
mi ritrovo sepolta da scaglie di mare,
scivolo piano, lacrima lunare,
ghermisco il mio sogno
nella parabola fugace d'un astro morente
me lo cucio addosso,
col tempo si adatterà al mio corpo
che sa di grano e di sale.
Fra i miei passi leggeri
intravedi ali di gabbiani
e ancora trattengo fra le dita
polvere e sangue d'efferati duelli.
Oggi le mie labbra sono rosa di maggio
che profuma d'aurora.
Nei miei occhi,
imperscrutabili specchi,
nessun tramonto all'orizzonte.
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (2)
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S
Saffo8 agosto 2006
immagini che affiorano leggere ma molto penetranti e piene della tua essenza... bellissima!
Ferny Max Curzio9 agosto 2006
ricca ritmica... come ti lasciaxi alle spalle lotte sofferenze x procedere spedita positiva cn tutta quella paxione di notte d’agosto ke ne è l’anima.

