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Riflessioni 21 dicembre 2010 · lettura 3 min · 2247 letture

Interminables voyages

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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Le train roule à toute vitesse. Les paysages enneigés défilent sous un ciel à peine irisé. Les wagons comblent de voyageurs qui s'agitent et conversent. Je les écoute sans entendre. Lointains sont leurs murmures. Que le ciel est triste en ce mois de décembre, il vient ranimer les pleurs à mon cœur attristé. Le vent se lamente, la terre demi- nue frémit. Le jour lentement s'assombrit et la nuit s'installe. Tout s'efface, le silence s'accroît. Loin du foyer de tendresse et de vie, semblables aux gouttes de pluie qui se brisent sur les vitres, mes larmes... Avilie et affaiblie par ces interminables voyages, vautrée dans la mélancolie, je me laisse bercer par le refrain incertain de la pluie et les souvenirs qui toujours m'accompagnent. Mais pourquoi tant de déchirements? Pourquoi ce démembrement? Où est la famille, toute ensemble? Pourquoi jouir d'un fils et me priver de l'autre? Je cache sous les mains mes yeux flétris par trop de pleurs et encore, d'un souffle brûlant je balbutie... "Pourquoi?". . - - - - - - - - - - - - - - - . Interminabili viaggi. . Il treno sfreccia. I paesaggi innevati sfilano sotto un cielo appena iridescente. I vagoni colmano di viaggiatori che si agitano e conversano. Li ascolto senza sentirli. Lontani sono i mormorii. Come è triste il cielo nel mese di dicembre, viene a rianimare i pianti al mio cuore attristato. Il vento si lamenta, la nuda terra freme. Il giorno lentamente s'adombra, la notte s'installa. Tutto si cancella. Accresce il silenzio. Lontano dal focolaio di tenerezza e vita, simile alle gocce di pioggia che s'infrangono sui finestrini, le mie lacrime. Avvilita e indebolita da questi interminabili viaggi, avvoltolata nella malinconia mi lascio cullare dall'incerto ritornello della pioggia e dai ricordi che sempre m'accompagnano. Ma perché questo laceramento? Perché questo smembramento? Dov'è la famiglia, tutta insieme? Perché gioire di un figlio e privarmi d'un altro? Nascondo sotto le mani i miei occhi sciupati dai troppi pianti e ancora, d'un soffio cocente balbetto ... "Perchè?".
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Jeannine Gérard
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Commenti (2)

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Giuseppe Bellanca21 dicembre 2010

Una poesia molto commovente, si sente in tutta la totalità dei versi il dolore che si ha nel cuor e la malinconia che l'adombra in questo mese particolare dove tutto dovrebbe essere magia ed invece in molte persone c'è sempre un perchè...sentita ed apprezzata...

Danielinagranata21 dicembre 2010

Un perché nella chiusa a cui non si sa dare una risposta versi struggenti e malinconici