Leggendo Bakunin

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
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L'anarchia nella concezione di Bakunin. e di Rosa Louxembourg non è utopia non è sogno, ma la dottrina per instaurare una nuova società umana basata sulla totale libertà, sull'abbandono totale dell'incameramento di ricchezze sottratte a classi più deboli, sul lavoro collettivo nel senso più stretto del lavoro come opera di benessere di cui tutti godano e non come crescita egoistica per sopraffare altri meno capaci. Anarchia vuol dire presa di coscienza e rivoluzione culturale non quelle classiche rivoluzioni dove un potere viene debellato e viene sostituito in maniera grave dagli stessi rivoluzionari.
Con profondi versi ed espressività, si sofferma l'autore sulle dottrine di Bakunin, elaborando versi di mirabile pregio
Non c'è coscienza senza ideali, purché essi arricchiscano moralmente la collettività e non intacchino la libertà individuale e la giustizia. Utopia... appunto. Un testo molto interessante e riflessivo, complimenti.
Felice, caro poeta, non offendiamo i cinghiali per favore) Bella e profonda poesia che condivido in toto. Sono cresciuta con fabrizio De Andrè e riconosco che ci ha insegnato, o meglio si è molto soffermato su tanti aspetti della vita... Avere sogni, speranze, illusioni è voler vivere profondamente, è cercare di volare, di crescere e non solo Applausissimi, piaciuta tantissimo




