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Introspezione 21 dicembre 2010 · lettura 1 min · 2262 letture

Leggendo Bakunin

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Briciole di anarchico sentire, frammenti scomposti di attempate utopie relegati tra pagine ingiallite che il cuore lentamente scorre. Polvere tra le dita... Ne sono ricoperti i frammenti dei quali desidero cogliere l'essenza, anelando a quel senso di giustizia che ogni giorno muore per poi rinascere tra idee confuse ove libertà fatica a districarsi. Briciole di anarchico sentire arpeggiate sulla chitarra, canto che vuol vestirsi di poesia Polvere tra le dita... Frammenti riordinati in fretta. È tardi... La giustizia aspetta.
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Sono sempre stato d'accordo con Fabrizio De Andrè: "un uomo senza utopia, senza sogno e senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci, sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio: una specie di cinghiale laureato in matematica pura".

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (4)

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paolo morganti21 dicembre 2010

L'anarchia nella concezione di Bakunin. e di Rosa Louxembourg non è utopia non è sogno, ma la dottrina per instaurare una nuova società umana basata sulla totale libertà, sull'abbandono totale dell'incameramento di ricchezze sottratte a classi più deboli, sul lavoro collettivo nel senso più stretto del lavoro come opera di benessere di cui tutti godano e non come crescita egoistica per sopraffare altri meno capaci. Anarchia vuol dire presa di coscienza e rivoluzione culturale non quelle classiche rivoluzioni dove un potere viene debellato e viene sostituito in maniera grave dagli stessi rivoluzionari.

Silvia De Angelis21 dicembre 2010

Con profondi versi ed espressività, si sofferma l'autore sulle dottrine di Bakunin, elaborando versi di mirabile pregio

Kiaraluna21 dicembre 2010

Non c'è coscienza senza ideali, purché essi arricchiscano moralmente la collettività e non intacchino la libertà individuale e la giustizia. Utopia... appunto. Un testo molto interessante e riflessivo, complimenti.

Rosy Marchettini21 dicembre 2010

Felice, caro poeta, non offendiamo i cinghiali per favore) Bella e profonda poesia che condivido in toto. Sono cresciuta con fabrizio De Andrè e riconosco che ci ha insegnato, o meglio si è molto soffermato su tanti aspetti della vita... Avere sogni, speranze, illusioni è voler vivere profondamente, è cercare di volare, di crescere e non solo Applausissimi, piaciuta tantissimo