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Impressioni 22 dicembre 2010 · lettura 3 min · 2320 letture

Au secours!

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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Dans l'enchantement un peu prismatique de l'aube, "comme si la vie n'eût aucune envie de commencer", je m'en vais d'un pas rêveur à travers un sentier solitaire. Dans un angle douillet, une Madone azur les mains jointes, prie... Pour moi? Peut-être. L'avenir me garde- t- il un retour de bonheur? Et je rêve que ce soit ainsi. Ressaisie, de mes stupides illusions, ma main abat l'importune pensée qui trop souvent me caresse. Sous mes doigts tremblants je la sens tressaillir. Je crie même! Mais d'où vient l'écho? Séparée de mon corps, c'est mon âme qui va au hasard et sans heures me passant devant, derrière et à côté poursuivant ses douces chimères... Désespérée, Je la suis, la poursuis. Face à face enfin, je la saisie, mais elle me fuit encore. Éperdue, je la supplie... et crie encore plus fort afin que quelqu'un m'entende et m'aide à la récupérer. "Au secours! Au secours!". Sans elle, mon corps n'a raison d'être, mon esprit est vide. Un faible bourdonnement emplit mes oreilles. Mais ce n'est seul, que l'écho de mon cri. Ô mon Dieu, est- il possible que personne ici, n'entend personne? Est- ce une idiotie que de croire encore dans la charité humaine? . - - - - - - - - - - - - - - - . Aiuto! . Nel prismatico incanto dell'alba, "come se la vita non avesse nessuna voglia di cominciare", vago d'un passo sognante attraverso un sentiero solitario In un angolo adombrato, un madonnina azzurro le mani unite prega... Per me? Forse. Fa che l'avvenire mi riserva un ritorno di felicità? E sogno che sia così. Ripresa dalle mie stupide illusioni, la mia mano abbatte l'importuno pensiero che troppo spesso mi accarezza. Sotto le mie dita tremanti la sento trasalire. Grido anche! Ma da dove viene l'eco? Separata dal mio corpo, è la mia anima che va errante e senza ore passandomi davanti, dietro accanto, inseguendo le sue dolce chimere. Esasperata, la seguo, l'inseguo. Faccia a faccia infine, l'afferro, ma mi sfugge ancora. Sconvolta, la supplico e grido ancora più forte affinché qualcuno mi sente e mi aiuta a recuperarla. "Aiuto! Aiuto!". Senza di lei, Il mio corpo non ha ragion d'essere, la mia mente è vuota. Un debole ronzio riempie le mie orecchi, ma è solo l'eco del mio grido. Oh mi Dio, possibile che nessuno qui non sente nessuno? È un'idiozia credere ancora nella carità umana? .
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Commenti (1)

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Giuseppe Bellanca22 dicembre 2010

Una poesia intensa e molto sentita dall'autrice che decanta il suo dolore chiedendo aiuto, aiuto che non viene ascoltato. Questa metafora è rivolta a quelle persone che anche se vedono fanno finta di essere sordi, ciechi ed insensibili. Molto significativa bei versi una lirica notevole che ho gradito molto.