Lo sfiorar della sua voce
nei sogni di mio padre
ero maestra
ma tra i banchi del mondo
sono ancora scolara
mi ritorna a volte
in perduti canti
lo sfiorar della sua voce...
salta sul banco
fai parlare il tuo silenzio
non temere giudizi
...ma io sono nessuno
...non conosco parole
tu sei il fiore più bello
che sbocciò al mio cuore
in te rivivo il sogno
scomponi i colori
imbratta la tela
gli errori insegnano
e quando verrà sera
amerai il quadro senza cornice
che la tua anima ha disegnato
e sgorgherà limpido
il canto
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L'autore
Adriana
Commenti (2)
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Rosy Marchettini22 dicembre 2010
Il padre, la sua voce che conforta, dona calore ed elargisce consigli Il padre, l'uomo che una figlia vede maestro, punto di riferimento saldo e prezioso... quando egli non può più esserci accanto, fisicamente, ci sentiamo persi nel corso della vita quando di lui avremmo ancora bisogno... Dolcissima poesia i cui versi sembrano essere incantati perché empi di sentimnto Applausi, Adriana
m
marcello plavier22 dicembre 2010
non so dire altro che è una poesia d'Amore, quello che vive sempre anche nell'aldilà, fra le stelle, è il regalo che ogni padre vorrebbe ricevere, brava Adriana hai saputo dipingere una tela in modo meraviglioso

