E' un minuto perso
E' tempo perso
quello che non ardo
sulla tua bocca
Sanguina la voce
tanto t'invoca
ho le viscere disseccate
da un pianto acerbo
e le mani tremano
dalla fame di te
E' tempo perso
quello che non muore
nell'attesa della tua parola
è un attimo sprecato
nel quadrante spento del mio cuore
-ammalato-
quello che non consumo
nel desiderio del tuo Corpo
mio Dio, mio Amore
mio Sposo di Dolore
Così ti invoco
per un Eterno appassionarmi
di quell'istante crocefisso
fra le tue labbra
e il mio sospiro
-perdutamente innamorato-
E' inferno e paradiso
tra la mia anima
ed il tuo viso.
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Commenti (1)
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Gaia22 Tiziana Porcelli27 dicembre 2010
Ogni parola, nel suo scorrere, assume forza e vigore lasciando percepire la profondità di un intimo sentire, lacerante, sofferto che in quell'invocazione d'aiuto trova doloroso respiro. Consapevolezze che quell'aiuto potrà venire solo da Colui che tutti ascolta. Una preghiera, un'invocazione condivisa e letta con apprezzamento.
