Descrizione di lei
Antonio Hermes
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Il suo corpo, i suoi occhi
mi fanno tremare il cuore.
Le sue gambe sono lisce
come il mare calmo,
come la sabbia che scorre
tra le dita umane.
I suoi capelli sono tenui
come nuvole che nel cielo vagano
sopra le città, i deserti,
le acque, i monti.
Lei si nasconde nei suoi vestiti.
E' sola, non conosce l'amore,
vive di attimi e di pensieri vaghi.
Vorrei sapere che sapore
ha il suo respiro e che effetto
farebbe sulla mia pelle
timida. Con un suo bacio sarebbe
come ricevere nelle mani l'infinito,
quel che nessuno ha mai raggiunto
e quel che l'uomo non conoscerà mai.
Il suo ricordo è così vivo
nella mia mente.
Certe volte mi riappare innanzi
come l'ultima volta.
Altre volte non ricordo i suoi occhi.
Vivo di lei, vivo di tutti i suoi gesti,
di tutti i suoi moti inconsueti.
Averla accanto sarebbe come avere
per la prima volta tutto me stesso.
Non conosco l'amore,
non so cosa si cela dietro questa parola,
non so cos'è la vita,
sento solo un peso sulle mie membra,
un peso che si accalca sulla mia anima
e mi spreme il cuore.
Ho bisogno di lei, ho bisogno
di tutto ciò che le appartiene.
Se fosse acqua la berrei
affinché possa vivere per sempre
dentro di me.
Com'è dolce il suo pensiero;
com'è dolce il suo ricordo,
ho visto attentamente le sue mani
sono l'unica cosa che mi rimane di lei
così viva. Così tutte le notti immagino
che quelle mani mi sfiorino e mi assaporino
come si assapora l'uva matura.
Le sue dita così sottili, così flebili
voglio che ispezionino il mio corpo,
e che conoscano ogni lembo della mia pelle.
Eppure lei non mi conosce,
non sa che io la amo
e non sa che mi prenderei cura di lei
più di quanto riesca a fare con me stesso.
Fulmina nel mio pensiero il ricordo
delle sue tempie, coperte dalle ciocche
dei suoi crini ricciuti, così innocenti,
inviolabili, lambiti da nessuno
fuorché da lei e da sua madre.
I suoi capelli sono come le chiome folte
degli alberi che crescono nel paradiso.
E poi, dopo la fronte i suoi occhi
e poi il suo naso e ancor più giù le sue labbra.
Oh le sue labbra di rosa, oh le sue labbra di pesca.
In realtà non so che sapore hanno.
Infine il suo mento sottile, quasi invisibile sul suo volto
ed il suo collo sempre inombrato, recondito:
la parte meno visitata del suo corpo
dopo la rosa fra le sue gambe.
Quando punta su di me i suoi occhi
mi sembra di essere folgorato da due lampi
che nella tempesta più furiosa del mondo
mi scaraventano e mi uccidono.
Or ancor di più la morte mi spaventa
perché non vorrei morire senza aver prima
fatta mia la sua anima pura.
E così il mio amore per lei perdura...
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Antonio Hermes
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