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Introspezione 29 dicembre 2010 · lettura 2 min · 1480 letture

Vitaflora

Marco Veronesi 112 poesie pubblicate
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Giorni lontani nei pensieri camminando solo e scalzo un passo davanti all'altro col fardello sulla spalla il ricordo dell'altro ieri quando terra di siffatto campo non lacerava i piedi morbida e profumata dalle sue zolle nasceva coltivato folto e pareva mai fredda odorante di verde e fiori Come vita nostra nell'età fertile sei giovane faggio pensi che a piantare nuovi semi e coltivarli sia buono anche uno stolto che al sol pensier di seminare hai germogli nella mano e t'atteggi col mento alto fiero tutto d'innato potere arriva il giorno che t'accorgi che fazzoletto incolto è divenuto campo di grano Ricordare... nel mio campo due terzi del giorno lavoravo tutti non pesava mal di schiena ora calli nelle mani e acciacchi vecchio e verso la stagione dei lutti in questa terra inaridita e compatta chiederle un virgulto è impegnativo accrescere piante è fatica della vita e l'unico melo non darà mai buoni frutti Nel mio campo, là sulla collina indisturbata e vitale giace quercia che piantò mio padre di tramonto morirò sotto la sua chioma appassirà con me e torneremo all'unica e vera madre.
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Riflessioni di un futuro vecchio.

L'autore
Marco Veronesi

Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che

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Vedo che la quercia ci accomuna. Io l'amo per altro e spesso l'invoco nelle mie poesie. Una poesia bucolica con una grande amore per la madre terra, signora del mondo, sempre più umiliata ed offesa.