Mi dispiace mio povero cuore
Pasquale Lettieri
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L'anima certamente mi ha tradito...
Io, la frenavo, Lei, fuggiva scappava ...
Terrorizzata da che, o cosa, io non so.
Come il fulmine che attraversa il cielo,
come soffia il vento impetuoso,
come l'onda del mare capricciosa,
scappava!
Aveva paura di te,
aveva paura di quello che provava,
intenso il sentimento,
violenta la spinta.
Aveva paura.
L'angoscia del sentire,
così, dentro di me,
tuoni e fulmini,
tempeste grosse,
paura... rumore, forte rummore ...
Qualcuno, la chiama angoscia
rendendo la parola dolce,
è parola che più spaventa l'uomo!
Come un naufrago
cerco terra nella tua anima,
come un uccello stanco
voglio riposare.
La colpa è delle tue morbide labbra.
La colpa è della tua lingua e anche della tua gola,
che invece di parole, insieme fanno uscire musica dalla bocca.
E' colpa anche dei tuoi occhioni neri,
calamite per catturare cuori,
magici e famelici,
divorano.
Continuerò a scappare,
continuerò a fuggire,
quello che provo è troppo,
troppo importante per rischiare
di essere sputato nel mare.
Non mi manchi, mi necessiti,
non c'è felicità senza la fiamma
della tua presenza.
Morirò di atroce dolore.
Morirà' dissanguato dall'amore
si, e ancora si,
mi dispiace mio povero cuore.
Assaje mi dispiace.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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