Una sedia un tavolo e tre opposizioni in perpendicolare sulla solitudine
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (1)
Vediamo un po', "Tra il cogitato e il dado"...dunque tra ciò che è pensato a priori e ciò che arriva inaspettato, che ci riserva la sorte (come nel gioco dei dadi, appunto)...un punto e una virgola... una pausa a metà, una mezza interruzione (se vogliamo...), ma è il verso finale... l'abbandonare il succo nella vescica... che lascia perplessi, quasi a voler dire che comunque sia è tutto inutile... i frangenti di nero mi danno l'impressione di un offuscamento momentaneo... e questa è solo l'ultima strofa (quella che mi ha appassionato di più...) di una poesia interessante, che rileggerò senz'altro. Buon lavoro.

