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Introspezione 3 gennaio 2011 · lettura 1 min · 1478 letture

Proemio

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Cantami o diva del solingo poeta ch'infinite parole scrisse vuote come il calice che ha tra le mani attendendo dolente di brindare appagato al suo ultimo viaggio lungo una strada lastricata di sogni ormai perduti lontano nel tempo sciupato come un volto d'un bimbo che non mangia qualcosa da secoli, egli iniziò qualcosa secoli fa la qual non rammenta nemmeno più e dopo non la portò a compimento come questo poema che non finisce ma inizia e rimane bene stampato nella mente di chi forse lo legge così come un anatema di morte. Avranno tutti il loro bel da fare filologi stanchi fra polverose biblioteche di sogni infranti come questi versi leggeri per ritrovare i frammenti perduti d'un poema mai scritto.
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Se c'è il meta- teatro di pirandello... questa è una "meta- poesia"? o forse è solo un vaneggiamento d'un povero pazzo? METRICA: ENDECASILLABI, tranne gli ultimi 4 versi, in versi liberi

L'autore
Michele Tropiano
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Commenti (2)

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Luciano Tarabella3 gennaio 2011

Ami fare citazioni: in questa Omero, in un'altra Orazio... ottimo anche se bisognerebbe (secondo me) mettere una nota. Credo però che la citazione non debba essere sfoggio ma contestuale alla composizione. Forse ti manca un po' di umiltà ma è confortante vedere un giovane presuntuoso ed incazzato nero. Mi allarga il cuore! Fammi dire una cazzata da vecchio qual sono: somigli me... un milione d'anni fa. Ed anch'io ero fresco di studi e stantìo d'espressione. Usa la tua cultura per andare oltre e cercare di farne una nuova! Butta via zaini e bisacce e procedi leggero!

Azar Rudif3 gennaio 2011

Mi piace l'inizio 'invocativo' che si collega ad un finale che pare quasi una sentenza contro se stessi.