Proemio
Michele Tropiano
139 poesie pubblicate
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Cantami o diva del solingo poeta
ch'infinite parole scrisse vuote
come il calice che ha tra le mani
attendendo dolente di brindare
appagato al suo ultimo viaggio lungo
una strada lastricata di sogni
ormai perduti lontano nel tempo
sciupato come un volto d'un bimbo
che non mangia qualcosa da secoli,
egli iniziò qualcosa secoli fa
la qual non rammenta nemmeno più
e dopo non la portò a compimento
come questo poema che non finisce
ma inizia e rimane bene stampato
nella mente di chi forse lo legge
così come un anatema di morte.
Avranno tutti il loro bel da fare
filologi stanchi fra polverose
biblioteche di sogni infranti
come questi versi leggeri
per ritrovare i frammenti perduti
d'un poema mai scritto.
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (2)
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Luciano Tarabella3 gennaio 2011
Ami fare citazioni: in questa Omero, in un'altra Orazio... ottimo anche se bisognerebbe (secondo me) mettere una nota. Credo però che la citazione non debba essere sfoggio ma contestuale alla composizione. Forse ti manca un po' di umiltà ma è confortante vedere un giovane presuntuoso ed incazzato nero. Mi allarga il cuore! Fammi dire una cazzata da vecchio qual sono: somigli me... un milione d'anni fa. Ed anch'io ero fresco di studi e stantìo d'espressione. Usa la tua cultura per andare oltre e cercare di farne una nuova! Butta via zaini e bisacce e procedi leggero!
Azar Rudif3 gennaio 2011
Mi piace l'inizio 'invocativo' che si collega ad un finale che pare quasi una sentenza contro se stessi.


