Distorsione
Elena Poldan
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Mentre affondo
lentamente
in abissi di panna,
risparmio i miei sogni,
li adagio sull'onda
d'un pensiero abbigliato
di riflessi cangianti
che incede deciso
eludendo i miei umori,
dardi funesti
fra castelli di sabbia
scampati ai marosi
d'un autunno
ch'è primavera
nell'esistenza dorata.
Ma sorda, non odo
il grazioso gorgheggio
di sereni usignoli
e cieca, non scorgo
i bagliori ammalianti
di nivei boccioli
disfarsi in caldi colori.
M'ostino a scrutarmi
avanzare da sola
mentre cascate d'amore
m'inseguon bramando
furtivi sorrisi,
porgendo
spropositati doni,
ottenendo
ingiuste delusioni.
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Leaf15 agosto 2006
Elen... alle volte mi stupisco di quanto le nostre sensazioni siano in sintonia... Anche questi tuoi versi, potrebbero essere i miei, per quanto li senta nel cuore... si vede che non sono bei momenti, per nessuna delle due... e le ingiuste delusioni, se si conosce il loro sapore, sono meno amare..Buon ferragosto, ti abbraccio, Marina

