Il serpente del giudizio
Veronica F
146 poesie pubblicate
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Dite pure ciò che pensate di me
non alzerò la mano per chiedere la parola
e tentare di contestare le vostre sentenze
Seppur distante da voi
sopporterò il brusio che martella il mio udito
le maldicenze, sapete,
attraversano indenni l’etere,
come le ciance di vecchie comari ignare di ritegno
sino a quando capirete che cadranno nel vuoto,
al pari di tutti i miei sorrisi strappati alle spine
elargiti a iosa alla vostra indifferenza,
così spavaldi che un cieco li avrebbe smascherati
Armati da tracotante sapienza
vi scannerete per accaparrarvi la ragione,
neanche ora
vi negherò un lauto pasto
Insaziabili iene
predatrici di ogni mio bene,
su piatti d’argento lucidati con cura
vi porgo frutti canditi di un folle dolore
e che il suo dolce veleno
inganni anche voi
lasciandovi la gola secca
senza più parole
©
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Commenti (1)
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G
Genesio4 gennaio 2011
Molto bella, soprattutto nel finale in cui prometti il veleno a ricompensa dell'egoismo, è un'immagine molto intensa che trasuda vendetta da tutti i pori. Veramente piaciuta, complimenti.
