Il FARO

La notte era buia
Le ombre intorno mi avvolgevano
Una foschia negli occhi
Mi impediva di scorgere la luce
Il mio veliero ondeggia
L'acqua iniziava bagnarmi i piedi
La tensione saliva
Ed io preso dal fumo intorno
Non riuscivo a vedere quel faro
Mi sarebbe bastato un solo raggio
Uno solo per capire la direzione
Stanco di pensieri assurdi si di me
Vissuto sulla pelle e nell'anima
Mi adagiai nei ricordi
Avevo voglia di sentirmi
ERA QUELLA LA MIA SPERANZA
Un piccolo vento soffio verso di me
Mi divincolai dei pensieri passati
Alzai gli occhi
Il faro era li davanti a me
Mi indicava la via
Quel faro che tanto aspettavo di vedere
Tanto volevo nei miei occhi
E nel mio cuore.
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Commenti (3)
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M
Mariasilvia17 agosto 2006
Questo faro, Francesco, è un’ancora e, un approdo sicuro.Punta sempre in quella direzione, è la tua...
K
Kak17 agosto 2006
i codici sono fatti per essere segreti, la nota inficia il tuo lavoro, non era meglio scriverla diversamente allora? ermetismo ragazzo, ermetismo
Leaf17 agosto 2006
trovo corrispondenze, pur negli stili divesi, tra questa tua e la mia odierna... in fondo siamo tutti anime perse, in balia della vita delle sue tristezze e delle sue gioie..l'importante, come dici tu, è riuscire a guidare il vascello nel porto sicuro, dove vigila un faro affidabile... e grazie delle tue parole gentili..marina
