Il re Quercia ed il re Agrifoglio

Deposta la corona
sulla pietra coperta di muschio
umido tepore d'ombra
che entra nel raggio oscuro
il re Agrifoglio girò le spalle
coperte di foglie e crepuscolo
vide scendere il sentiero
davanti a sè
mentre la luce avanzò
al suo fianco.
Il re Quercia
gli passò accanto
con passo lento
salì al trono
prese la corona
e la mise sul capo
il giorno fece crescere le ore
e la notte nascose le sue.
L'oscurità calò
nei giardini gelidi di Arianhrod
scese la nebbia
che gli coprì il volto
con dita secche
si toccò la fronte
dove i sogni si nascosero
prima di morire.
Dal suo mantello di luce
il re Quercia fece nascere il sole
il fuoco riscaldò
le ossa della terra;
gli alberi risero
e le chiome
si agitarono al vento
come uno stormo di passeri
sorpresi in volo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Raggioluminoso13 gennaio 2011
"Il giorno fece crescere le ore e la notte nascose le sue" - e bastava solo questo per incanare. Molto bella!
Rosy Marchettini13 gennaio 2011
Fiaba o leggenda è moto bella questa tua poesia Ripeto la frase che hai scritto e che anche Raggioluminoso ha sottolineato perché mi ha colpito moltissimo: "Il giorno fece crescere le ore e la notte nascose le sue"... Applausissimi e ti faccio una riverenza, Poeta

