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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Felice Di Giandomenico
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Ribellione 14 gennaio 2011 · lettura 1 min · 2442 letture

Er grillo sparlante

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Lavorà è n'diritto ma molti se lo so dimenticato e stanno a lascià sto povero paese co er core arovellato... Precariato e disoccupazione aoh, solo parenti e amici riescheno ad aggirà st'assurda situazione... Che a fine mese ce se ariva stringnendo i denti nun je ne po fregà de meno a sti dementi Risurta facile a chi naviga nell'oro pensà tra sé e sé: so cazzi loro... Sequestri de coscienze a scopo d'estorsione, zozzi ricatti che te leveno dignità e reputazione...(vedi Mirafiori) Ce spero tanto che lassù ce sia quarcuno, che se decida a mette mano a tutto sto casino... si ce stai, Dio, te prego comincia a di: mo famo a modo mio giustizia, lavoro e dignità, tre cose che serveno a campà... Signò, nun so se ciò che scrivo è na preghiera o na poesia de sicuro so solo che è n'modo da di a certi siri: l'accidenti che ve pija.
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L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (3)

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Antonio Biancolillo14 gennaio 2011

Una ribellione in forma dialettale che avvicina molto di più alla realtà problematica che sta vivendo un settore lavorativo molto importante... Molto apprezzato questo pensiero... quasi una esortazione alla maggior ragione...

Rosy Marchettini14 gennaio 2011

E' poesia perché nonostante l'argomento trattato arriva al cuore... il lavoro... la disoccupazione... il non arrivare a fine mese... spengere lo sguardo a ciò che la vita offre perché impossibilitati a... comprare... vita solitaria anche tra mille persone... il popolo soffre... Interessante tematica trattata Piaciuta e condivisa

Silvia De Angelis14 gennaio 2011

Un vernacolo veramente azzeccato che riflette l'ambigua situazione lavorativa del paese... ove solo per pochi eletti (finché dura) è possibile un salario certo...