Sfuggendo al sonno
Il freddo punge
ogni certezza
la rosa di mare
scomposta d'eleganza
ancora impavida
resiste
la tramontana
schiaffeggia
gonna e capelli
fuggo dal sonno
inciampo in scogli
anelo un ricovero
come nave il faro
un insegna materna
lampeggia tediosa
l'odore di melassa
e un sudicio tavolo
occhi mercenari
bruciati di sale
sfrontati mi palpano
come pesca d'altura
scavo trincea
nascosta dal latte caldo
macchiato di paura
come sirena
vorrei sparire
farmi rapire dai flutti
inabissarmi per sempre
ma questo corpo
è dotato di tronchi
costruisco una diga
accavallo tentazioni
chiudo il sipario
"non sono carne ...e neanche pesce"
©
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L'autore
Isabel Taillefer
Mi chiamo Isabel,sono nata la notte del 2 di novembre di 49 anni fa ( i mitici anni 60) , e nascere in una notte così speciale mi ha un bel pò influenzato la vita...c'era la luna piena e forse se non sono tanto "normale" è dovuto anche all'influenza degli astri... Sono una persona " difficile" ( a detta di molti ) c
Commenti (2)
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Aldo Bilato17 gennaio 2011
questa poesia è stupenda!... a parte che un'insegna va con l'apostrofo... io, avrei eliminato anche l'ultima riga... del tutto personale... cià*
Giorgio Dello17 gennaio 2011
una introspezione originale e ricca di metafore, complimenti! Molto bella!

