Il mio è un esilio stanco
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che dispiacere, che malinconia. Palpabile, emozionale, toglie il fiato. Non è un pugno nello stomaco, non è un urlare becero a cui ormai, purtroppo, siamo abituati ma un sussurrare parole di spessore, che scuotono forte senza fare rumore.
non lo so, comunque prima guardando la poesia intera, una colonna di lettere nere e il bianco a destra... sentivo -le parole antiche d'ampio respiro e anche se non ci sono fughe, rimedi o terapie quando dici -possono far male... e molte altre cose, la vita dei (tuoi) versi è... il condizionale che nega questo presente che dici tu anche se pure questo presente esiste; è il loro nesso (tra di loro) che fa di questi versi (e gli altri) qualcosa di ampio respiro... mi sa che alcune cose scritte qui sono più un "desiderio" che una realtà perdono per le riflessioni che si discostano dalla tua idea, lo so che ogni autore si conosce meglio degli altri...
Ecco che pur "schivando le parole antiche" ce le rimanda forti ed incisive. Ma le parole "minuscole", con cui è dipinto questo spicchio di realtà, hanno la medesima intensità.

