La Spada nella Roccia

Ora che stringe l’arma,
la mano svelle la spada dalla roccia.
Oscure presenze dilagano
e come nebbia ingoiano l’orizzonte.
Il bambino serrato nel limbo
colpevole di non essere mai nato.
L’uomo deriso nasconde il pensiero
perché condizionato.
Egoismo, stupidità e violenza,
governate da un labile filo invisibile
ed innalzate in cielo da folate
di ottusa ignoranza, urlata o
sussurrata con gelido alito.
Aquilone degli ipocriti .
L’amore sommerso
dalla marea dell’indifferenza
è schiacciato da disprezzo e odio.
Il libro è strappato, bruciato o
nascosto agli occhi del probo,
perché il giusto non sappia
cogliere la verità:
sull’opportunità della fede;
sul dovere senza diritto;
sul diritto di possesso;
sul voto comprato, rubato, venduto;
sull’uomo reso schiavo
per immagine e somiglianza.
Un punto morto
è dove siamo diretti,
senza una meta nell’Universo.
Ma l’oscurità non è il buio,
il buio è nella nostra mente
dove il nulla si espande
perché l’oscuro prevale.
La spada stretta nella mano
la lama la roccia penetra,
il raggio di luce che accende
le oscure presenze dissolve.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Claudio Toccafondi12 febbraio 2012
Interessante e ben congegnata; fa rivivere in chiave attuale la leggenda arturiana, sempre affascinante di non risolto mistero