L'autunno se ne va

Turbati dall'autunno che ci lascia,
in balia a disturbi e malanni che ci guasta;
per approdarci all'inverno con tanta tristezza,
forti per venirne fuori con tanta grazia.
Gli alberi sono spogli
nella villa,
il terreno sta dormendo
a meraviglia;
non si siede più l'anziano
sulla panchina,
il freddo c'è
il vino è nella cantina.
Il contadino si prepara
con tutti gli armenti,
per arare e azotate il terreno
e pronto con le sementi;
garantendo alla famiglia
la sopravvivenza,
Il mulo non c'è più
convincersi, ha la sua importanza.
Non è più sereno
come prima il contadino,
ci vuole il trattore
per un piccolo terreno che coltivo;
con gli escrementi del mulo
concimavo il terreno,
con il trattore fai prima
ma l'inquinamento é vero.
Sono scelte della vita che il progresso ti impone,
arduo se non accetti, ne rimani fuori come un covone;
tutto questo sembra strano ma è la realtà,
per i soldi compromettiamo tutto anche la fedeltà.
©
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