Tra amore e logica

Nemmeno hai coscienza
di cosa sei stata,
ne hai memoria della tempesta,
della pioggia battente.
Come un tuono
in una notte profonda
hai spalancato finestre
e rotto i fragili vetri delle apparenze.
Col cuore in gola m’hai svegliato
ansimante mi hai buttato giù dal letto,
sei stata un getto d’acqua fredda
che al mattino scuote il viso
dal torpore del sonno.
Ma se è vero che la vita
è solo un sogno,
tu nel mio
sei stata il ritaglio finale,
quello che precede il risveglio.
Eppure non sei niente,
un granello di sabbia
ti sovrasta in grandezza ed utilità.
Ma ora che il tempo
ha limato le mie ossa,
sei ancora dentro di me,
non più al centro del mio pensiero,
ma fonte di mille domande.
E forse anche tu,
con la tua superficialità non colpevole
-hai adempiuto al compito a te assegnato-
©
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Commenti (2)
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F
Franca Canfora21 gennaio 2011
E' più d'una riflessione la tua, quasi un grido, per quell'amore che ha lasciato cicatrici inguaribili. Bellissima e da rileggere.
F
Franca Canfora21 gennaio 2011
E' più d'una riflessione la tua, quasi un grido, per quell'amore che ha lasciato cicatrici inguaribili. Bellissima e da rileggere.
