Abitudini
In punta di macerie
tolgo cardini fatti di sorrisi
impasto di meraviglia gli occhi ombrosi
potessero i miei muri
rispondere a canzoni
ascoltate nei giovani anni
quando l'immensità sussurrava
nelle note d'un poeta toscano
restituitemi pareti
che governate il silenzio di oggi
le frasi materne che ogni giorno albergavano
nel rassettare le stanze
coi soliti autorevoli gesti
confusi a parole e ritornelli
aleggiano gli attimi
inchiodati come travi ai ricordi
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Commenti (1)
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Paolo Eroli22 gennaio 2011
la mente a volte ci restuisce sensazioni e visioni che hanno fatto di un tempo un'era... bella ed intima la tua poesia!
