Ricordo quell'esile figura

Son vissuto nella mia terra
senza un soldino ma ricco di ogni bene
e ogni volta che mi son smarrito
ho camminato scalzo
per sentirla viva quella terra
e ritrovare insieme a lei
ciò che pensavo di avere ormai perduto
in queste lande di memorie antiche
dove anche il vento piange
con sospiri lenti
mi sovviene ancor quell'esile figura
che insieme ai frutti teneri del bosco
vendeva il suo canto
in cambio di un sorriso
erano storie d'altri tempi
quando sui volti c'era scolpito
come alla vita si era dato un senso
ora guardo l'espressione della gente
e in un teatro mi pare d'essermi infilato
tra pianti veri e un sacco di risate finte.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Enrico Baiocchi22 gennaio 2011
Sono altri tempi che il nostro cuore non può cancellare, immagini di gente semplice, quando il sorriso e dire buogiorno era un dono sincero, quando sui volti non c'erano ancora le maschere. Molto apprezzata e condivisa da chi quei tempi li ha vissuti.

