Ripidi ciottoli
Troppo sole le mani
a inventare carezze
sulle guance bagnate
ad asciugare ricordi
come sporche lenzuola
stese senza dolcezza
lungo i fili di un vicolo
dove il sole non abita
Troppo stretti quei muri
di illusioni ammuffite
troppo antichi i timori
sopra ripidi ciottoli
dove i sogni precipitano
nel silenzio dei giorni
e lo sguardo si perde
a inseguire le stelle
E spiavi i tramonti
arrossare corolle
inarcare i sospiri
e restavi in disparte
dietro scudi di carta
dietro l'angolo buio
popolato da angeli
con le ali spezzate
Solitaria presenza
affamata degli attimi
afferrati d'impulso
e lasciati cadere
pezzi infranti di sogni
schegge aguzze a infierire
su quei passi indifesi
nell'incerto cammino.
E il dolore è abitudine
tenerezza attitudine
le parole diventano
labirinti del caso
e non vuoi dare un nome
a quel dolce miracolo
che attendeva in silenzio
dietro sbarre da sciogliere
una sola carezza.
Una sola carezza
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L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (2)
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F
Francesca Coppola25 agosto 2006
una tua molto particolare... un pò contorta, non sono riuscita bene a percepirne il significato...
M
Marilena25 agosto 2006
Una sola carezza a sciogliere un disagio..a riportar serenità... è questo che mi trasmette..pur essendoci un velo di tristezza..ma sei sempre brava Marina...
