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Sociale 27 gennaio 2011 · lettura 1 min · 9672 letture

Perché

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Perché son qua non so, non capisco. E dov'è la mamma che da ieri, non ho più visto. Perché questa gente, tutti stipati in questa stanza forse, sarà per la doccia... è per questo che allora mi han tolto i vestiti. Le mie matite... con cui coloravo i giorni son sparite, prese da quel signore si, quello in divisa che fuori urlando, semina terrore. Ma io... perché son qua, stavo così bene a casa mia. Oh Dio... dimmi, perché son qua, a chi devo credere ancora. Io sai, volevo solo continuare a dipingere i giorni. Spero almeno, che dopo mi ridiano le matite e quel signore, non ritorni.
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A che servono le parole... Basta non dimenticare... mai!

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (10)

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mp47pasquino27 gennaio 2011

«A che servono le parole... Basta non dimenticare... mai!» Mai dimenticare! Ma il rovescio della medaglia ci punisce con la sua crudeltà, quotidianamente vengono perpetrati i delitti più infami verso l'uomo e la natura che lo circonda e per uno strano destino ognuno concorre a completare il mosaico, vuoi per menefreghismo, vuoi per cattiveria o ignoranza ci ritroviamo in situazioni aberranti. L'opera rende bene l'idea ed è un tocco di fine pensiero oltre che apprezzabile poesia, mi ha colpito il soggetto bambino e l'intero elaborato.

Kiaraluna27 gennaio 2011

Non servono a niente le parole, così come quei candidi perché negli occhi ancora puliti dei bambini, inconsapevolmente al centro dell'orrore. Basta non dimenticare mai... grazie Saverio, di cuore.

s
senzamaninbicicletta27 gennaio 2011

poesia da brividi, interrogativi che rimarranno senza risposta diventano versi esaustivi. Nessun'altra parola va aggiunta, nessuna considerazione... se credessi nell'Uomo avrei forse la speranza che qualcosa possa cambiare, possa essere cambiato dai campi di concentramento, ma non è così. Complimenti (c'è qualche piccola correzione da fare al testo).

Leggo la poesia, leggo la nota... è vero a volte le parole non servono ma in questo caso sono servite per toccare il cuore e la mente, a ricordare, per non dimenticare... mai... Versi dolenti, letti con apprezzamento.

Giovanna De Santis27 gennaio 2011

mai dimenticare l'orrore e anche lo strazio dei bambini commossa moltissimo grazie per averla scritta

Luciano Tarabella27 gennaio 2011

Comunque avrei condannato i nazisti a passare anche loro per i camini; però vivi e a forza di calci!

Massimo Mangani28 gennaio 2011

molto ben impostata, non lascia certo insensibili ...per non dimenticare mai - ma ho la vaga sensazione che in fondo troppi e troppo spesso lo facciano e chissà che non possa accadere anche di peggio a tempi brevi

G
Giancarlo Fiaschi17 dicembre 2011

Perchè? Perchè, l'essere umano, invece di parlare con il cuore, spesso si comporta in modo irrazionale: peggio del peggiore predatore. Gli ESEMPI, che dovrebbero servire da specchio, per non andare più in là del guado, sovente non sono seguiti, da distolte menti, che conoscono un solo DIO: il potere economico. Secoli di storia, ci hanno insegnato, che il comune denominatore dell'essere umano è sempre stato il POTERE e sull'altare di quegli ideali, non c'è stata nessuna pietà e il rispetto per l'altro. Un essere umano è tale, quando in umiltà apre il suo orizzonte: legge, riflette e medita in armonia con se stesso, si muove con rispetto verso gli altri, offrendo il proprio sostegno. La PACE, si conquista giorno per giorno, con i nostri comp.

i sentimenti di bontà e d'amore s'accartocciano... e il mai dimenticare questo immane orrore... in appresso fa ben sperare a farci più umanamente amare... col sentimento espresso dal mio cuore... un grazie per queste sentite parole

Donatella Pezzino27 gennaio 2012

Vista con gli occhi di un bambino questa tragedia fa ancora più orrore. Straordinaria e toccante poesia, complimenti alla sensibilità e alla bravura dell'Autore.